La Strega di Tirli

E alcuni vecchi del paese giurano: “Non era cattiva. Era solo diversa. La montagna l’ha amata.”

Tra i boschi fitti di lecci e castagni, sulle colline che guardano il mare e proteggono l’entroterra grossetano, si nasconde un piccolo borgo avvolto dal silenzio e dal profumo della legna bruciata: Tirli.

Chi vi arriva oggi, trova pace, natura e panorami mozzafiato. Ma chi resta oltre il tramonto, nelle notti senza luna, può sentire qualcosa di diverso. Un respiro nella nebbia. Un passo tra le foglie. Un canto sommesso portato dal vento. È allora che, secondo gli anziani del paese, lei si risveglia.

🌲 Il tempo in cui la macchia aveva occhi: Molti anni fa, quando Tirli era abitato quasi solo da carbonai, pastori e boscaioli, la gente viveva in simbiosi con la montagna. Ma c’erano zone che nessuno osava frequentare. Una radura ombrosa tra due colline, conosciuta come il Belvedere, veniva evitata da tutti. Non per paura degli animali selvatici, ma per qualcosa di più antico.

Si diceva che lì vivesse una donna solitaria, vecchia e curva, vestita di scuro e con lunghi capelli argento, che conosceva il linguaggio delle erbe e degli uccelli. Appariva all’improvviso sui sentieri, e i suoi occhi sembravano vedere oltre il tempo. La chiamavano la Strega di Tirli, anche se il suo vero nome nessuno lo ricordava più.

🕯️ Paura, rispetto… e gratitudine: Molti la temevano, ma nessuno osava farle del male. Alcuni andavano da lei in segreto, per chiedere una tisana contro la febbre, una benedizione per i raccolti o una parola contro la malasorte. Lei non chiedeva denaro, ma accettava un po’ di pane, del miele o un sacchetto di castagne.

Si diceva che parlasse con le volpi, che accendesse fuochi con la sola voce, e che conoscesse il destino dei bambini appena nati. Una volta, raccontano, ferì con lo sguardo un uomo che voleva tagliare un castagno sacro, e da quel giorno egli perse la parola.

🌫️ Il giorno in cui scomparve: Un inverno particolarmente duro, nessuno la vide più. Alcuni pensarono fosse morta. Altri dissero che fosse tornata “da dove era venuta”. Ma ogni anno, nella notte più lunga dell’anno – il solstizio d’inverno – qualcuno giura di vedere una figura vestita di scuro tra i castagni del Belvedere.

Chi la incontra deve restare in silenzio, non avere paura, e portare con sé un’offerta: un ramo di rosmarino, una mela, o una candela accesa. In cambio, la strega può concedere un sogno, un segno, o un piccolo miracolo.

Oggi: A Tirli, la leggenda della strega è ancora viva. Nei racconti attorno al camino, nei sussurri dei bambini, nelle escursioni nei boschi antichi che portano verso la Collacchia o la Val delle Cannucce, si sente ancora il suo passaggio. E alcuni vecchi del paese giurano: “Non era cattiva. Era solo diversa. La montagna l’ha amata.”

🎒 Per chi visita Tirli: Percorsi consigliati: sentieri tra Tirli, Poggio Ballone e Castiglione della Pescaia. Periodo ideale: autunno e inverno, quando la nebbia avvolge la montagna. Esperienza: passeggiata guidata con racconto della leggenda + degustazione di miele, castagne e vin brulé